Le dichiarazioni dei redditi non si toccano

Le dichiarazioni dei redditi non si toccano

Non si dovranno modificare le dichiarazioni dei redditi per via della riduzione del secondo acconto delle imposte dirette. Con il comunicato stampa di ieri 7 novembre, Assosoftware specifica che i contribuenti oggetto della rimodulazione del secondo acconto delle imposte dirette, stabilito dall’articolo 58 del decreto legge 124/2019 (decreto fiscale), non dovranno mettere mano ai modelli dichiarativi modificando il rigo degli acconti dovuti (RN62 per Redditi PF) e dovranno invece mantenere i valori in precedenza calcolati al 40 e al 60%. La specifica non è di poco conto soprattutto per chi il modello dichiarativo lo ha già presentato che altrimenti, in attesa di ulteriori dettami ufficiali dell’Agenzia delle entrate, rischiava di dover rettificare quanto già inviato per evitare discrasie tra acconto dichiarato e quanto poi effettivamente versato. Assosoftware nel comunicato oltre ad indicare le modalità espositive degli acconti nei modelli reddituali circoscrive e delimita il campo di applicazione della rimodulazione, confermando quanto anticipato da ItaliaOggi 26 ottobre scorso: la riduzione del secondo acconto spetterà anche ai forfetari. Per i soggetti Isa la proroga abbraccerà tutte le imposte che si pagheranno a novembre compresa anche la cedolare. Secondo quanto indicato nell’articolo 58 del decreto fiscale infatti coloro che si vedranno ridurre il secondo acconto sono i soggetti di cui all’articolo 12-quinquies, commi 3 e 4, del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34 ovvero i soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli indici sintetici di affidabilità fiscale di cui all’articolo 9-bis del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50 compresi i soci di società con redditi prodotti in forma associata o in regime di trasparenza fiscale. Le imposte oggetto della rimodulazione sono tutte le dirette ovvero i versamenti di acconto dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e dell’imposta sul reddito delle società, nonché quelli relativi all’imposta regionale sulle attività produttive comprese dunque anche le imposte sostitutive riservate ai contribuenti con regimi fiscali agevolati come il forfetario e il c.d. dei minimi.

In ballo 1.46 miliardi. La finalità della norma è quella traslare gettito dal 2019 al 2020 diminuendo l’ammontare dei versamenti in acconto per conseguentemente incrementare il saldo previsto a giugno prossimo. Sulla base di quanto indicato nella relazione tecnica del decreto fiscale del miliardo e mezzo stimato 708 milioni arriveranno dall’Irpef, 449 milioni dall’Ires e 303 milioni dall’Irap.

Fonte: Italiaoggi

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